2020

Voglio essere onesta con voi: il mio 2020 è stato una vera merda – sì, non sto rivelando niente di sconvolgente – ma gli devo anche dire grazie.

Un grazie enorme, perché per me è stato un allenamento di crossfit estremo, alla fine del quale ti senti imbattibile (si capisce tanto che non ho mai fatto crossfit?), il padre che ti butta in acqua per costringerti a imparare a nuotare…devo trovare altre metafore o avete capito? Insomma, mi ha dato una bella svegliata, mi ha fatto capite tante cose che erano davanti ai miei occhi, ovvie, ma continuavano a sfuggirmi. In sintesi, tutti quegli slogan motivazionali e quelle incoraggianti frasette intrise di autostima sono belle e fa bene leggerle, ma se impari a crederci davvero è meglio e io ci sono riuscita quest’anno. Quindi, grazie 2020!

Mi sono ritrovata faccia a faccia con tutti gli spigoli della mia vita e, come farebbe ogni persona sana di mente, ho pensato bene di sbatterci la testa contro, fino allo sfinimento. Poi, rassegnata, ho cercato di smussarli – meno male! Nelle pause che il lockdown mi ha dato dal lavoro ho avuto modo di pensare, con calma, e capire come trovare un’altra strada. Il lavoro che faccio non mi soddisfa, ma quando si è completamente prosciugati è difficile pensare con lucidità a delle alternative. Ho avuto il tempo per farlo, mi sono organizzata e mi sono formata. Ho capito che se devo restare chiusa in un posto, senza possibilità di uscire e fare praticamente niente, quel posto deve avere il mare. Ho capito che stavo sprecando molte energie per persone che, non per cattiveria, le stavano semplicemente risucchiando, quando avrei potuto investirle su di me e i miei progetti. Insomma, ho capito che c’era molto da cambiare e mi sono data da fare. Ho avuto la fortuna di avere dei fantastici compagni di viaggio – anche se pochi in carne ed ossa, per via delle circostanze – e a loro devo un grazie enorme.

 

E un grazie speciale lo devo a te, tizio random che ho beccato su Tinder a inizio febbraio 2020. Non ci siamo mai visti, stai a Barcellona e poco dopo che abbiamo iniziato a parlare, la pandemia è iniziata. Ormai è passato quasi un anno e stiamo ancora parlando. Ho qualche informazione su di te, ma onestamente non so chi tu sia, non so che odore tu abbia, non so come sia starti vicino. Potremmo non incontrarci mai, oppure vederci appena possibile e avere l’appuntamento più noioso della storia. Comunque vada grazie, di cuore, per essere stato una discreta ma costante presenza in questo strano anno. Non so spiegarlo con esattezza, ma mi hai aiutato in qualche modo a restare sana di mente. 

 

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