Odio le domeniche

È domenica – odio le domeniche, da sempre.

Sono seduta al mio tavolo con tè e biscotti (as usual) ed ecco che finalmente, dopo un tempo incalcolabile, riapro questo blog! È passato tanto di quel tempo dall’ultima volta, che lì per lì non mi ricordo neanche la password per accedere…sento di dover porgere delle scuse (anche se c’è chi dice che è segno di debolezza). Ho ricevuto molte manifestazioni di interesse e genuino entusiasmo nelle ultime settimane, nei confronti di quello che scrivo, ma non sono riuscita a sedermi dieci minuti e affrontare il monitor. No, non mi è mancato il tempo – quello si trova sempre. La verità è che in questi ultimi mesi non ho dato esattamente il meglio di me, in generale. Non ho migliorato la mia dieta, non ho trovato la svolta lavorativa che speravo, non ho frequentato uomini decenti (a quanto pare)…per farla breve, non sono la stata la persona che avrei voluto. Bisogna ammettere la realtà, anche se non fa comodo, è il primo passo verso la soluzione: non è vero che va “tutto bene, grazie”, la pandemia mi sta mettendo a dura prova e mi sento profondamente in colpa per questo. Perché? Perché ho un appartamento, un lavoro e la salute.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Senza scadere nella retorica, c’è chi ha perso tutto negli ultimi mesi e a me non manca niente,

però il dover stare lontana dalle persone più care, la paura di non rivedere alcune di loro e il fatto di dover mettere indefinitamente in pausa i miei progetti per il futuro hanno lentamente eroso la mia serenità e ho scoperto lati di me che, onestamente, non mi piacciono. Non mi è mai pesato il dover rinunciare ad andare al ristorante o al bar, non sono un animale da festa, non mi mancano i bagni di folla. Siamo in un momento molto delicato per gli equilibri del pianeta e riflettere sul nostro stile di vita è necessario.

Ho pensato molto in questi mesi e sono stata grata per il tempo e l’opportunità che ci sono stati dati. Però ho anche scoperto che vuol dire avere paura-di-non-si-sa-che, non aver voglia di fare niente-ma-proprio-niente-oh e una serie di altre risorse nascoste che vi lascio immaginare. Nella vita mi sono trovata in più di una situazione difficile, a vari livelli, e sinceramente non mi aspettavo di sentirmi così in un momento in cui non mi manca niente. Ecco perché non ero molto in vena di condividere. Ora però basta con le lamentele!

In questi mesi di silenzio stampa, oltre ad aver scoperto che l’agopuntura è la risposta a molti dei miei malesseri – magari ve ne riparlerò più avanti – ho realizzato un sogno quasi impossibile a Berlino: trovare un appartamento tutto per me, a tempo indeterminato!

 

Trovare casa a Berlino

è uno di quegli argomenti scomodi, di cui tutti più o meno parlano, ma con disagio. Una di quelle cose che succedono sempre all’amico di un amico. Mai a te. Ebbene, infine è successo a me! Avevo già tentato l’anno scorso, ma dopo un numero imprecisato di appartamenti visitati in compagnia di altri 30 candidati, avevo mollato. Quest’anno ho visitato un solo appartamento: il mio. La situazione attuale ha giocato a mio favore, per ovvi motivi non c’è molta gente in arrivo a Berlino al momento e delle persone che vivono in un WG (appartamento condiviso), molte stanno avendo difficoltà economiche, quindi senz’altro la concorrenza è al minimo. (Devo aggiungere che mi sono sentita in colpa anche per questo o si evince dal contesto?)

Ho devoluto tutte le mie energie nel trasloco – che dei 12 che ho fatto in vita mia è stato senza dubbio il più tosto – e vedere questo posto trasformarsi da uno spazio vuoto con un forte odore di intonaco a una casa piena dei colori che più amo, mi ha fatto un gran bene.

 

Sì, è vero, sono una privilegiata, sono una di quelle persone, che mentre gli ospedali strabordano di malati, vengono assalite da paure e problemi esistenziali, ma alla fine ho concluso che non posso continuare a sentirmi uno schifo per questo. Oltre a mettere in atto tutte le precauzioni possibili, posso sostenere piccoli negozi e artigiani locali, così oltre a decorare casa e divertirmi, faccio qualcosa di utile. Posso darmi da fare e scrivere qui con regolarità, così mi sfogo e faccio qualcosa di inutile. Posso stare vicina a chi sta vivendo un momento difficile, professionalmente, emotivamente o altro, e ascoltare. Posso fare del mio meglio per essere la persona che vorrei, che poi è quella che gli altri hanno attorno più volentieri. 

 

2 comments

  1. Mi identifico molto quando scrivi che questi mesi di pandemia hanno offerto a ciascuno di noi tanto tempo (io sono in cassa integrazione, settore turistico, quindi fra gli ultimi che riprenderà il ritmo di prima), ma che questo tempo è stato non solo un’opportunità, ma anche una finestra aperta alle nostre paure (quello che tu definisci “avere paura-di-non-si-sa-che”) e alle nostre debolezze che forse prima, con il ritmo frenetico della grande città, non avevamo tempo di notare (“non aver voglia di fare niente-ma-proprio-niente”). Menomale che poi ci sono anche le cose belle, come plasmare l’arredamento di un nuovo alloggio secondo i propri gusti e ispirazioni. Io credo che anche nelle situazioni più fragili dobbiamo cercare di dedicarci alle cose belle, anche quelle piccole, ce ne sono tante! Un saluto da Barcelona!

    Liked by 1 person

    • Grazie per questo pensiero! Hai proprio ragione, speriamo almeno di imparare qualcosa…
      Adoro Barcellona, comunque, è il mio posto del cuore 🙂

      Like

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s