Viaggiare da sola

Oggi vi parlo di quando ho iniziato a viaggiare da sola

Così, perché mi va. Sono stufa di parlare della pandemia al telefono, nelle ore di lavoro, in metro, mentre mangio, mentre dormo… Non potremo fare piani ancora per un po’, quindi parlare di viaggi può non essere la mossa migliore in questo momento, ma non sono certo il tempismo e l’abilità strategica a fare di me quella che sono, quindi via, come diceva Nanni, “continuiamo così, facciamoci del male”!

Probabilmente non ce n’è bisogno in questa sede, ma mi è capitato di dover fare una precisazione a riguardo:

viaggiare da sola è una scelta. Non è qualcosa che ti capita perché avevi prenotato un viaggio e gli amici ti hanno dato buca oppure perché sei in crisi e vuoi partire alla ricerca di te stessa (magari anche quello, ma magari anche no, almeno non nel mio caso). Non voglio entrare in una valle di lacrime, ma vale lo stesso ragionamento applicato per tante altre domande che mi sono state poste nel corso degli anni, tra cui “perché non fai un figlio?”. Ecco, oltre all’intramontabile “non sono affari tuoi”, c’è il sempre valido “perché mi va così”. Se vi prendete un po’ di tempo per curiosare online, scoprirete che il web – a partire da Facebook, ma sono solo – pullula di gruppi dedicati alle donne che viaggiano da sole. E no, non sono un branco di sfigate senza un marito, senza amici e con problemi sociali. No no, sono proprio persone che amano la propria compagnia e amano andare ad esplorare con i propri tempi.

Viaggiare da sola è l’esperienza da cui ho imparato di più su me stessa,

a cominciare dal fatto che sì, posso reggere benissimo uno zaino da 40 litri strapieno, nonostante la mia corporatura (non vi darò cifre, state sereni). Crescendo ci mettiamo addosso delle etichette, anche sulla base di quelle che ci mettono addosso gli altri e una delle mie è sempre stata “non sei adattabile, sei rigida!”. Ho imparato che non è vero, mi stavo facendo un torto ripetendomi questo. Negli ultimi anni mi sono trovata a vagare da sola con uno zaino in spalla in posti completamente sconosciuti e senza una connessione per il mio telefono, ma non c’era niente di cui avessi paura, perché non c’è niente di cui avere paura, finché siamo con noi stesse. Dovremmo ricordarcelo un po’ più spesso: non abbiamo bisogno di qualcun altro per fare le cose, o per farle in modo divertente.

Viaggiare in solitaria è il modo migliore per fare nuove amicizie,

ma non sempre, assolutamente e necessariamente. Anzi, quando siamo sole abbiamo il lusso di poter scegliere SE passare il tempo in compagnia o starcene per conto nostro, magari vogliamo passare 2 ore a fare qualcosa di assolutamente irrilevante per la Lonely Planet e non ce ne frega niente di visitare il museo più grande della città. C’è qualcosa di male? Riceveremo una pagella a fine viaggio? No. Va tutto bene, purché siamo sicure e contente.

Ho deciso che nelle prossime settimane vi racconterò la mia esperienza, dalla scelta dell’attrezzatura alle persone che ho incontrato qua e là. Non si può viaggiare, per ora, ma le immagini e i sorrisi che ho trovato camminando con lo zaino in spalla mi hanno fatto molta compagnia nelle scorse settimane e mi sento in debito con loro.

 

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