Lettera a uno sconosciuto in tempo di pandemia

È stata una giornata lunga

e non aspettavo altro che prendere la S-Bahn per flirtare con un tizio qualsiasi, sentendomi uno schifo mentre vado verso casa. Non voglio suonare cinica o disinteressata, caro sconosciuto. Al contrario, sono amareggiata. Indosso la mascherina e non posso sorriderti. La indossi anche tu, ma non ho bisogno di altri indizi per capire cosa stai pensando e credimi…pure io. Vorrei che fosse solo un qualsiasi giorno di sole, allora mi avvicinerei alle porte, scenderei, invitandoti prima con lo sguardo e un sorriso “distratto”. Ci berremmo una cosa insieme e probabilmente sarebbe una serata fiacca perché non abbiamo niente in comune, ma proprio niente. Sarebbe strano il contrario, d’altra parte. Non ci siamo scambiati neanche una parola, non abbiamo chattato per un mese su una dating app, siamo direttamente andati a bere qualcosa, follia pura!

Forse è meglio così,

meglio restare in questa romantica delusione del non poterci conoscere. Ti prometto che continuerò a pensare ogni giorno che sarebbe stato bello conoscerti, non ne dubiterò mai. E mi mancherai. Penserò a te, ogni volta che avrò freddo o il letto mi sembrerà troppo grande. Penserò a te, quando cenerò da sola – quindi in pratica tutte le sere, fino alla fine della pandemia.

Quando passerò davanti a un negozio di mobili costosi, penserò alla casa che avremmo arredato insieme – cioè, che avrei arredato io con te presente. E quando ordinerò cibo a domicilio dirò tra me e me “peccato che il pollo lo facciano solo con gli anacardi, il tuo preferito è alle mandorle”. Mi metterò il vestito a fiori, quello che a te piace tanto, scollato e svolazzante. Non salterò un solo appuntamento dall’estetista – ah no, aspetta, c’è la pandemia…mi depilerò a casa! Cercherò di essere sempre bella per te, ogni giorno.

Poi magari, tra qualche mese,

prendendo la S-Bahn finalmente senza mascherina, incontrerò un uomo dai capelli scuri e dallo sguardo intenso. Ripenserò a quel giorno, quando tornavo a casa conciata come una profuga, ma il distanziamento sociale ha fatto la magia e mi ha fatto apparire bellissima ai tuoi occhi. Io scenderò a Ostkreuz e lui mi seguirà. Mi avvicinerà per invitarmi a uscire, ma io lo saluterò con un gesto sbrigativo.

E chissà se realizzerò mai che quello eri proprio tu?

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